Sei TU.

Ti stavo aspettando.

Sono anni che ti rincorro, o forse ti evito deliberatamente.

Ora, con questo coraggio, ti guardo in faccia. Un po’ mi manca il respiro, quando ci rivedo la mia. Tu sei me, o meglio, io sono te. Il mio viso si confonde con il tuo, ma la mia anima, non sia mai!

E’ la resa dei conti, quella che lascia un gran vuoto di lacrime piante e cose mai dette. Non esistono risposte ai tuoi molti interrogativi, parimenti ai miei.

Le mani colme delle macerie che hai portato con te fin qui, distruggendo sogni e sensibilità fragili, per un’intera decade.

Puoi andartene, come hai fatto stasera, a testa china.

Ho incrociato un fantasma, per l’ultima volta. Si è dissolto nell’aria umida decembrina.

Respiro piano, senza voltarmi indietro.

[a colei che mi disse una volta:

“Scrivi, perchè la scrittura aiuta a curarsi l’anima”.]

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