Il gioco del Silenzio.

Ti svegli e paradossalmente qualcuno se n’è andato, per non tornare più.

Grande tra i grandi, o forse piccolo tra i piccoli esseri umani “mortali”, cuciti su misura da un Sarto tanto equo, tanto ingiusto.

Oggi faccio il gioco del silenzio: quello che i bambini delle new generations manco sanno cosa sia, perchè non abbastanza hi-tech.

I pensieri scorrono via come l’acqua del termosifone accesosi bruscamente al richiamo del timer; un treno corre trepidante sui binari, per colmare il suo solito ritardo.  Ho eliminato la frustrazione ticchettante dell’orologio da cucina con verdure al seguito, di un kitsch aberrante.

Mi concedo un the caldo da sorseggiare ed una corta passeggiata a piedi scalzi, a differenza del buio che camminerà per ore fuori dalla mia finestra, in silenzio.

Lui è un giocatore migliore di me.

Non ama perdere, per indole.

Margi Geerlinks, Gepetto, 1999
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